Lo psichedelico “6 underground” di Michael Bay su Netflix esalta la “Vela” del Calatrava

vela 6underground1 ilmamilio Quando Michael Bay ed i produttori si sono trovati di fronte la “vela” di Calatrava nella spianata di Tor Vergata, ai piedi di Frascati, devono essersi detti: “E vai, questa la prendiamo così com’è che almeno non dobbiamo inventarcela”.

E quando nell’autunno 2018 le riprese iniziarono nell’estrema periferia sud-est della Capitale, proprio lì dove nel 2000 papa Giovanni Paolo II celebrò l’oceanica Giornata della Gioventù, per una settimana luci, fumo ed effetti speciali illuminarono la “Vela”.

6 Underground” è uscito nei giorni scorsi su Netflix e non si capisce ancora se sia un successo o un flop. Una cosa è certa: la psichedelica sub-onirica visione del regista di “Pearl Harbour” del miliardario buono che salva il mondo dai cattivi è una successione senza alcuna soluzione di continuità di esplosioni, effetti speciali, morti e spettacolari scene. Spesso con morti, tanti.

Cosa possa lasciare la pellicola è ancora presto per dirlo ma è evidente che chi si aspetta dialoghi, una trama ed un minimo di approfondimento dei personaggi è ancora davanti al pc (o alla Tv o al cellulare) ad aspettare.vela 6underground2 ilmamilio

La “Vela” nostrana, incompiuta per eccellenza (ricordate? Doveva essere la mezza copertura delle grandi piscine per i mondiali di nuoto del 2009…), se la cava piuttosto bene nella pesante post-produzione che la pone nel centro della capitale del Turghistan, dominato dal dittatore cattivissimo di turno che la banda dei salvatori del mondo (“underground” perché morti per il mondo, con tanto di funerale) spodesta a furia di botte da orbi ed effetti speciali.

Che dire: gli amanti del genere sicuramente apprezzano tanta confusa confusione (i 20 minuti iniziali girati nel centro di Firenze sono da sentirsi male tanto il ritmo e l’incalzare dell’azione, così come le scene girate a Taranto. Troppo, viene da dire) e di tanta insistita azione. Gli altri storceranno il naso e chiederanno un minimo di ragionata trama.

La “Vela” alla fin fine ne esce bene in tanta concitazione: ne esce alla grande, diciamolo. Tanto da sembrare ricostruita al computer come gran parte degli ambienti dove Ryan Reynolds e gli altri si muovono esattamente per 2 ore, 8 minuti e 52″ (sigla chiaramente compresa).

Ma, signori, la “Vela” del Calatrava di Tor Vergata – l’incompiuta – è scienza, non fantascienza.

6 underground“, 2019, regia di Michael Bay, distribuzione Netflix.

VOTO: 5=

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