Un giorno di pioggia a New York: se Woody fa il Woody Allen il risultato è eccezionale

Un giorno di pioggia a New York

Un giorno di pioggia a New York“: il maestro è tornato.

Il film è la 49^ opera di Woody Allen, ed il regista torna ad ambientare la storia a New York, cosa che non succedeva dal 2009 con “Basta che funzioni”.

Una giovane coppia del college, Gatsby e Ashleigh, approfittando del compito assegnato alla ragazza di intervistare un importante regista, decide di passare un fine settimana a Manhattan, nel cuore della Grande mela. I piani dei due per il weekend però vanno in fumo non appena mettono piede nella città: la Ashleigh si ritrova a vivere una serie di avventure con personaggi famosi, mentre Gatsby (interpretato da Timothée Chalamet) nell’attesa della fidanzata si ritrova a passeggiare per la città natìa rievocando vecchi ricordi e rincontrando delle persone legate al suo passato.

Come in tutti i suoi film anche qui lo stile alleniano è evidente e pervade tutto: dalla regia pulita e invisibile, a una fotografia di Vittorio Storaro volta ad accentuare il contrasto fra una New York soleggiata e una piovosa, passando ovviamente per una sceneggiatura semplice ma efficace e pregna di una comicità come al solito leggera ma divertente e appassionante.

Gli interpreti sono diretti magistralmente come solo un grande artista sa fare, riuscendo a regalarci grandissime performance, Elle Fanning su tutti che dimostra una grande versatilità attoriale e una bravura da applausi. Appare chiaro l’intento dell’ autore da una parte di celebrare il cinema classico americano, dall’altra la forte critica all’industria cinematografica e alla società moderna per la loro decadenza morale e per le loro estreme contraddizioni.

Per questi motivi bisogna avere il coraggio, secondo Allen, di staccarsi dalla vita di tutti i giorni per cercare il proprio posto nel mondo facendo ciò che più piace anche se a prima vista controproducente. Il film, nonostante forse alcuni intrecci banali ed un finale che può apparire stucchevole, riesce a risplendere all’interno della filmografia del regista che, ancora una volta si rinnova non risultando ripetitivo e regalandoci un’altra grandissima opera.

Voto 8/10