Russian doll, la nuova serie onirica di Netflix conquista per la sua originalità.

Russian doll, ovvero la matrioska, che sta a simboleggiare le sequenze temporali che attraversano tutta la serie. Nadia infatti si risveglia ogni volta dopo la sua morte, provocata da incidenti inaspettati di vario genere, il giorno del suo 36° compleanno nel bagno di casa di un’amica. Un po’ come Bill Murray il giorno della marmotta o Antonio Albanese in “È già ieri”.

dejavù e i risvegli sempre uguali iniziano a diventare stressanti fin quando non arriva la svolta. Nadia incontra Alain, giovane innamorato deluso dall’amore e dai tradimenti della fidanzata che come Nadia muore e rinasce, però nel bagno di casa sua. I due si accorgono che le loro vite e gli eventi che li travolgono sono in qualche modo legati e soprattutto grazie alla caparbietà di Nadia cercano insieme di uscire da questo loop.

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Corsi e ricorsi della vita, copioni che si ripetono e che portano inesorabilmente alla morte. Anche se attraverso il racconto onirico, Russian doll parla del tentativo di cambiare la propria vita, di farcela senza cadere nelle solite trappole della mente. Non a caso Nadia dovrà affrontare il complicato rapporto avuto con la madre psicotica, morta quando era bambina, che ha lasciato in lei una ferita profonda e quasi indelebile. Alain dovrà affrontare un amore sbagliato e mettere la parola fine per rinascere. Da qui ripartiranno le loro vite, grazie all’aiuto reciproco, da qui ricominceranno a vivere senza morire ancora.

La nuova serie Netflix è ricca di allegorie e significati intrinseci. Ha una fotografia intrigante che evoca i film di David Lynch e vale la pena guardarla. Adatta per chi sa dare uno sguardo profondo alle cose.

Voto: 7,5/10

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